Ipertermia oncologica e chemioterapia | Pigliucci

Ipertermia oncologica e chemioterapia

Il trattamento di ipertermia oncologica è solitamente utilizzato in sinergia con le terapie tradizionali:

  • Chemioterapia;
  • Radioterapia;
  • Immunoterapia.

La scelta è motivata dal fatto che l’uso dell’ipertermia oncologica permette di migliorare il rapporto tra benefici indotti da queste terapie e relativi effetti collaterali, spesso molto importanti e impattanti sulla qualità della vita dei pazienti. Vediamo, nello specifico, il rapporto tra ipertermia e chemioterapia.

La chemioterapia, caratteristiche ed effetti collaterali

Anche se, in termini tecnici, chemioterapia è qualsiasi trattamento medico-farmacologico in cui si utilizzano sostanze chimiche, questa parola è ormai automaticamente associata alla cura dei tumori. È in oncologia, infatti, che trova il suo utilizzo più diffuso.

La chemioterapia ha come obiettivo l’uccisione delle cellule malate nella loro fase di riproduzione. Nel farlo, però, colpisce anche cellule sane. La sua efficacia, quindi, va di pari passo con importanti effetti collaterali:

  • Nausea e vomito;
  • Alopecia;
  • Tossicità ematologica;
  • Tossicità gonadica.

I vantaggi dell’ipertermia oncologica associata alla chemioterapia

Associare il trattamento di ipertermia oncologica alle cure chemioterapiche consente proprio di agire positivamente sugli effetti collaterali.

L’ipertermia, infatti, potenzia gli effetti della chemioterapia e questo può portare a due esiti benefici:

  • ottenere risultati migliori a parità di dosaggio farmacologico;
  • abbassare la quantità di farmaci utilizzati mantenendo gli stessi effetti.

A cosa è dovuto questo miglioramento dell’efficacia? Il meccanismo sinergico tra chemioterapia e ipertermia oncologica è complesso. In sintesi, è possibile affermare che le cellule “riscaldate” sono maggiormente irrorate di sangue e quindi risultano più permeabili ai farmaci e li assorbono meglio.

Leggi anche: