Ipertermia oncologica e radioterapia | Pigliucci

Ipertermia oncologica e radioterapia

Il trattamento di ipertermia oncologica è solitamente utilizzato in sinergia con le terapie tradizionali:

  • Chemioterapia;
  • Radioterapia;

L’ipertermia, infatti, permette, in tutti e tre i casi, di migliorare il rapporto tra efficacia delle cure e pesantezza dei relativi effetti collaterali, che spesso inficiano in maniera importante la qualità della vita dei pazienti. Vediamo, nello specifico, il rapporto tra ipertermia e radioterapia.

La radioterapia, caratteristiche ed effetti collaterali

La radioterapia è, insieme alla chemioterapia, uno dei trattamenti più diffusi per la cura dei tumori. Si basa sull’utilizzo di radiazioni ad alta energia (radiazioni ionizzanti) che, indirizzate verso le cellule cancerose, permettono di danneggiare la massa tumorale, impedendole di proliferare. La precisione con cui è possibile indirizzare le radiazioni consente di minimizzare il rischio che, durante il trattamento, vengano colpite anche cellule sane.

Gli effetti collaterali della radioterapia sono molto meno pesanti di quelli della chemioterapia ma comunque fastidiosi. I più diffusi sono:

  • Stanchezza;
  • Reazioni cutanee;
  • Perdita dei capelli;
  • Disturbi dell’appetito e della digestione.

I vantaggi dell’ipertermia oncologica associata alla radioterapia

Come detto, la radioterapia ha delle precise  indicazioni e viene rinforzata nei suoi effetti dall’associazione con l’ipertermia a radiofrequenza. Questo significa che:

  • Mantenendo invariato il flusso delle radiazioni si possono ottenere effetti maggiori;
  • Diminuendo il flusso delle radiazioni si può mantenere inalterata l’efficacia.

A cosa è dovuto questo potenziamento? La ragione è da ricercare nella maggiore irrorazione di sangue che caratterizza le cellule “riscaldate” attraverso l’ipertermia. Più flusso sanguigno si traduce in più ossigeno. Le cellule neoplastiche però sono incapaci di utilizzare l’ossigeno portato dal sangue a causa del loro metabolismo anaerobico. Anzi, proprio a causa del metabolismo anaerobico, in presenza di alti livelli di ossigeno, le cellule tumorali entrano in sofferenza e diventano perciò più aggredibili dalle radiazioni.

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