Ipertermia Oncologica / Prof. Dott. Giuseppe Maria Pigliucci

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L’ipertermia oncologica, curare i tumori con il calore | Pigliucci

Ipertermia oncologica, trattare i tumori con il calore

L’ipertermia oncologica è un trattamento che può essere utilizzato per curare tumori maligni di diverse tipologie. Ha radici scientifiche solide e una storia di ricerca che ha fatto importanti passi avanti soprattutto nella seconda metà del ‘900, grazie a studiosi italiani e stranieri, tra cui il Professor Pigliucci.

Oggi l’ipertermia oncologica è considerata un validissimo strumento per la cura dei tumori, sia da sola che (più spesso) associata alle terapie tradizionali (chemioterapia, radioterapia e immunoterapia). Il suo successo è dovuto, da una parte alla sua comprovata efficacia, dall’altra all’assenza di effetti collaterali, che garantiscono al paziente un netto miglioramento della qualità della vita.

La terapia è riconosciuta dal SSN (numero di Codice di Procedure Terapeutiche 99.85), ma non è convenzionata. Tuttavia, può essere parzialmente rimborsata dalle ASL, secondo le normative di ogni singola Regione.

Cos’è l’ipertermia oncologica: funzionamento e principio terapeutico

In medicina, la parola ipertermia indica un fenomeno molto preciso: il riscaldamento di una zona del corpo. Questo innalzamento della temperatura può essere innescato da fattori esterni o dall’apposizione di cateteri o sonde.

Il trattamento di ipertermia oncologica utilizza questo calore per la cura dei tumori. Le cellule tumorali, infatti, sono più sensibili alle alte temperature rispetto a quelle sane. Quando il corpo raggiunge i 41°-42°, la crescita delle cellule cancerogene si arresta e queste si trasformano in tessuto non più attivo, cicatriziale o cistico. Le cellule sane, invece, non subiscono nessun cambiamento o danno.

Le diverse forme di ipertermia oncologica

Si possono distinguere diverse forme di ipertermia oncologica:

  • a radiofrequenza;
  • a microonde;
  • interstiziale;
  • perfusionale;
  • total body.

Il principio di fondo rimane identico, ciò che cambia è la modalità con cui viene provocato l’innalzamento della temperatura del corpo.

L’ipertermia oncologica a radiofrequenza

La miglior forma di ipertermia per la cura dei tumori è quella a radiofrequenza, perché, a differenza di tutte le altre, non presenta limiti nelle indicazioni e nell’applicabilità. L’ipertermia oncologica a radiofrequenza rimane a tutt’oggi una delle metodiche più efficaci per contrastare la crescita del tumore maligno e la sua diffusione, sia per l’azione diretta locale che esercita, sia per l’aumento delle difese immunitarie che determina.

Il Professor Pigliucci pratica questo tipo di trattamento, con applicazione dall’esterno. Una tecnica assolutamente non invasiva, che si avvale di strumenti altamente qualificati, come gli applicatori a radiofrequenza Synchrotherm, modello LeVeen, che vengono posizionati in corrispondenza dell’organo malato. In questo modo, il calore prodotto penetra in profondità concentrandosi sulla neoplasia, mentre un sistema di refrigerazione protegge la cute.

Modalità di applicazione

La terapia ipertermica è strutturata in cicli di lunghezza variabile, per adattarli ai singoli casi. Il numero delle sedute di ciascun ciclo può andare da 10 a 20, ognuna della durata di un’ora ed effettuata ambulatorialmente. Possono essere svolte quotidianamente, oppure a distanza di 48-72 ore, in base al tipo di tumore e alle sue caratteristiche. I cicli sono eventualmente ripetibili a distanza di 1-3 mesi.

Quando si può ricorrere all’ipertermia oncologica a radiofrequenza

L’ipertermia oncologica a radiofrequenza può essere utilizzata quando manca l’indicazione alle terapie tradizionali, o quando queste siano risultate inefficaci. Inoltre, ogni organo può essere trattato con questa terapia. In linea di massima, quindi, non esistono categorie di pazienti non trattabili, fatta salva la valutazione delle condizioni generali, in particolare cardio-circolatorie, e la presenza di stati settici.

L’ipertermia è indicata per tutti i tumori solidi, sia quelli operabili che quelli non operabili (a causa della loro estensione o della loro diffusione). In particolare, può essere efficace per ridurre le dimensioni della massa neoplastica, rendendola poi trattabile chirurgicamente. Allo stesso tempo, può essere utilizzata su una neoplasia operata, quando non sia stata completamente escissa o sia recidivata dopo l’intervento.

Ipertermia e terapie tradizionali: immunoterapia, chemioterapia e radioterapia

Si può ricorrere all’ipertermia oncologica sia in prima istanza, appena fatta la diagnosi, sia nelle forme già in trattamento con altre terapie. Questa particolare tipologia di intervento, però, è particolarmente indicato in associazione con le più moderne terapie immunitarie o con le altre terapie tradizionali (radio e chemio).

Ipertermia e immunoterapia

L’abbinamento tra ipertermia e terapia immunitaria (soprattutto con anticorpi monoclonali e policlonali) permette di potenziare le difese dell’organismo (sempre grazie al calore). L’associazione è talmente forte da far considerare la stessa ipertermia come una terapia immunologica. (Link approfondimento)

Ipertermia e chemioterapia

Fatto ancora più interessante, che si determina con l’ipertermia, è il potenziamento di eventuali chemioterapie, selezionate caso per caso, che possono essere somministrate “a dosi ridotte” (chemioterapia “metronomica”), con assenza quasi completa di fenomeni collaterali. (Link approfondimento)

Ipertermia e radioterapia

Come accade per la chemioterapia, anche l’associazione dell’ipertermia oncologica con la radioterapia determinano un potenziamento degli effetti di quest’ultima, con la possibilità di ridurre l’uso delle radiazioni e quindi limitando gli effetti collaterali. (Link approfondimento)

Benefici ed effetti collaterali dell’ipertermia oncologica

L’ipertermia non comporta effetti collaterali, non provoca dolori né malessere, migliora lo stato generale e non abbassa le difese immunitarie, è molto ben tollerata e può essere associata alle terapie tradizionali (chemio, radio) di cui potenzia gli effetti, anche a dosaggi ridotti.

Oltre a caratterizzarsi per la totale tollerabilità e l’assenza di effetti collaterali, il trattamento ipertermico, nella maggioranza dei casi, produce un significativo miglioramento delle condizioni generali. I benefici più immediati e apprezzabili sono:

  • riduzione o scomparsa dei dolori eventualmente presenti;
  • aumento dell’appetito;
  • incremento del peso corporeo;
  • ripresa delle normali attività lavorative;
  • ritorno a uno standard di vita soddisfacente.

Il follow-up dei pazienti trattati dall’équipe del prof. Pigliucci dimostra, in una buona percentuale di casi, prolungamento della vita in condizioni soddisfacenti, con miglioramento del “performance status” e ripresa delle attività abituali.

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Ipertermia Oncologica

L’ipertermia “capacitiva” a radiofrequenza sfrutta gli effetti del calore (41-43°) sulle cellule tumorali che, sottoposte a tali temperature, vanno incontro ad “apoptosi”, cioè al blocco delle attività riproduttive, mentre le cellule sane non vengono danneggiate.

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